| Agli inizi di Giugno, con un gruppo di amici decidiamo di passare un fine settimana a Londra, non c'ero mai stato e devo riconoscere che ero un po' intimorito. Sono nato e cresciuto a Milano, che certo non è un paesello, ma devo riconoscere che arrivare nella grande metropoli, per giunta a notte fonda (i miei amici hanno avuto la brillante idea di prenotare un volo con partenza alle 10:30 di sera) mi aveva alquanto demoralizzato. Erano quasi le due di venerdì mattina quando siamo arrivati negli uffici di Englishways, ci stavano aspettando e arrivati a casa, in zona Bethnal Green, siamo crollati. La mattina (si fa per dire) di venerdì ci siamo infilati in un mercatino vicino casa e nel primo pomeriggio siamo andati nella City, il resto della giornata l’abbiamo passata tentando di fare il classico giro turistico e rifiutando categoricamente il tour in pullman con tanto di guida microforata, il che ci è “costato” troppi chilometri a piedi, tra Oxford Street, Piccadilly e gli immancabili Hyde Park e Kensington Garden. Il giorno dopo da solo, i miei amici hanno scelto una passeggiata lungo il Tamigi, sono andato a Camdem Town quartiere davvero caratteristico, ne sono rimasto colpito, stregato. Non che non rimpianga di essermi perso la passeggiata lungo il fiume, ma Camdem mi ha davvero catturato, con sue le case tutte colorate, i negozi, le bancarelle e la sua gente, davvero eterogenea, spettacolare. La prima sera l’abbiamo passata in un caratteristico pub inglese con gli inglesi, certo lo so sembra ovvio, un pub inglese, a Londra, con praticamente solo inglesi, ma Marco, uno dei miei amici che a Londra ci ha passato un intero inverno, mi ha spiegato che non è cosa da dare per scontata e dovuta al fatto che siamo nell'East End, quartiere popolare che ha mantenuto il suo tratto cockney (Londinese 100%, grazie Marco). La sera successiva siamo andati al TEA, una discoteca in zona Liverpool Street molto carina e abbiamo finito la serata tra la gente sulla Brick Lane. Per la domenica avevamo in programma una bella botta di cultura con una visita al British Museum, ma lo stato in cui ci siamo risvegliati ha fatto presto passare a tutti le velleità di erudizione e quindi verso le due del pomeriggio abbiamo optato per una meno impegnativa toccata e fuga alla cattedrale di St Paul e a Temple. Verso le cinque eravamo a sistemare le borse e alle sette e mezza in aeroporto. Sicuramente qualsiasi guida turistica non approverebbe il nostro “tour” della città ma a me è davvero piaciuto e il fatto di non essere riuscito a vedere tante altre cose di questa immensa metropoli non è per me un rimpianto ma solo un incentivo a tornarci… Grazie a tutti, a presto, Giuseppe. giuseppedifrancesca@hotmail.it |